“È una vergogna che l’Autorità di Sistema portuale voglia impegnare il prezioso tempo del Consiglio di Stato per un suo evidente errore. La pronuncia del TAR è chiarissima, basta leggerla per capire che il provvedimento di conferimento del titolo concessorio è risultato illegittimo ‘siccome non preceduto da una procedura comparativa caratterizzata da condizioni di effettiva parità di trattamento degli operatori economici’ e ‘in tal modo il confronto è stato sostanzialmente falsato'”, dichiara la capogruppo regionale Alice Salvatore commentando la notizia del ricorso al Consiglio di Stato di Autorità di Sistema Portuale (AdSP) dopo la pronuncia del TAR.

“Non ci stupisce invece, pur non condividendo la scelta, che ‘Amico & Co.’ – un privato – faccia ricorso al Consiglio di Stato, perché difende il suo interesse particolare di privato. Ma Autorità Portuale cosa difende? Rivendica forse il diritto di fare gare in barba alle regole? Adsp dovrebbe tutelare piuttosto l’interesse pubblico”.

“Visto il clamoroso vizio della procedura, non si comprendono le ragioni della scelta di ricorrere in appello al Consiglio di Stato per difendere una scelta che, vista la chiarezza delle argomentazioni espresse nella sentenza di annullamento, appare in aperto contrasto con l’interesse pubblico alla legittimità dell’attività amministrativa, al cui perseguimento deve essere orientata l’azione dell’Autorità di Sistema Portuale”, continua Salvatore.

“Queste scelte irresponsabili finiscono per protrarre una vertenza giudiziaria su una questione che è invece chiarissima, oltre a costituire un costo in termini di spese legali anche in caso di una più che probabile soccombenza”.

“Anziché sprecare soldi pubblici, si dovrebbe procedere a indire immediatamente una nuova gara che garantisca parità di trattamento agli operatori economici partecipanti”, conclude la capogruppo, che infine aggiunge: “Segnaleremo nuovamente il comportamento di AdSP al Ministero”.

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