La vicenda dello stoccaggio delle ceneri Enel in porto, in zona peraltro limitrofa al centro cittadino, coinvolge numerose istituzioni competenti a rilasciare autorizzazioni varie in materia:

La Provincia, in quanto ente autorizzatore dell’impianto che tratterà materiale ormai non più merce ma rifiuto speciale;

L’Autorità Portuale, in quanto ente competente a rilasciare la concessione demaniale alla ditta che vuole convertire la sua attuale attività di deposito di cemento in quella di trattamento rifiuti;

La Regione, in quanto ente interessato sotto il profilo dell’impatto ambientale della nuova attività;

E infine il Comune, dal punto di vista della localizzazione dell’attività in rapporto alla pianificazione sia portuale che comunale.

La procedura seguita fin qui per autorizzare la nuova attività di trattamento rifiuti appare inficiata da diversi vizi procedurali e, quindi, istruttori.

Per un’attività del genere occorreva una autorizzazione più prescrittiva sotto il profilo ambientale, la cosiddetta AIA, e una procedura di valutazione per la compatibilità ambientale di questo sito: la VIA.  La prima sempre di competenza della Provincia, la seconda della Regione.

Inoltre, come risulta anche dalle pubblicazioni nel BURL, è in istruttoria presso gli uffici della Autorità Portuale il rinnovo della concessione alla ditta che vuole esercire l’attività di messa in riserva delle ceneri.

Prendiamo atto delle dichiarazioni dei rappresentanti istituzionali degli enti sopra riportati sulla potenziale incompatibilità di questa attività con la destinazione attuale futura del Molo Garibaldi: commerciale per carico-scarico merci, turistico crocieristica, movimentazione container.

Alla luce di quanto sopra, chiediamo in primo luogo all’Autorità Portuale di non rilasciare il rinnovo della concessione in oggetto senza prima aver posto il vincolo dell’incompatibilità della stessa con una attività in palese contrasto con il vigente Piano Regolatore Portuale nell’area del porto interessata.

Se la Autorità Portuale dovesse comunque non rispettare quanto da noi richiesto, chiediamo al Sindaco e Presidente della Provincia di chiedere ai propri uffici l’annullamento in sede di autotutela dell’autorizzazione ambientale rilasciata lo scorso 25 gennaio.

Riteniamo, infine, che, nell’eventuale assenza di iniziative da parte di Autorità Portuale, Provincia e Comune, la Regione dovrebbe comunque intervenire per chiedere l’avvio della procedura di verifica di assoggettabilità a VIA.

Solo con queste azioni amministrative precise e puntuali le istituzioni dimostreranno che le dichiarazioni dei loro rappresentanti hanno un minimo di coerenza e non sono il solito gioco dello scaricabarile tra enti e all’interno dell’ente tra uffici.

Francesco Battistini, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria