“Da un articolo pubblicato lo scorso 6 marzo dal Secolo XIX, abbiamo appreso che il gruppo di Lione EM2C (unico ammesso alla seconda fase della gara bandita dal Comune di Genova e SPIM per la riqualificazione del Waterfront Levante) ha comunicato che l’operazione non è economicamente sostenibile alle condizioni fissate dal bando e con il progetto presentato per trasformare l’area della Fiera”, dichiara la capogruppo regionale Alice Salvatore, prima firmataria di un’interrogazione a risposta immediata che tuttavia non è stata discussa oggi in Consiglio regionale non essendo presente in Aula l’assessore competente Benveduti. “Ci è stata tuttavia assicurata una risposta scritta entro 7 giorni”.

“Per amor di cronaca, ripercorriamo la vicenda – continua Salvatore -. Nel 2004, la darsena da diporto del Porto di Genova è stata infrastrutturata con fondi pubblici attraverso un investimento di 26 milioni di euro al fine di assegnarle una destinazione d’uso per il Salone Nautico, per le connesse attività da diporto e per il turismo nautico in generale. Per la ‘Amico & Co. Srl’ è stata pensata una concessione ventennale, mentre alla Soc. I Saloni Nautici – Ucina Confindustria Nautica è stato concesso il 40% dell’area precedentemente detenuta e per soli 4 anni”.

“La citata concessione, che il Piano Regolatore Portuale prevede unitaria, è stata illegittimamente frazionata (!) e non è stata pubblicata alcuna domanda di concessione dell’impresa Amico. Evidentemente per non svelare i contenuti della concessione definitiva, inoltre, l’Autorità di Sistema ha consentito a questa impresa di effettuare lavori di modifica dei luoghi con un semplice atto di sottomissione, senza rilascio del titolo concessorio. Cosa inconcepibile”.

Questa scelta lede Ucina e la possibilità di dare vita al progetto di un Salone Nautico quale evento diffuso durante tutto l’anno (prevedendo ad esempio il Salone dell’usato a maggio) – spiega la capogruppo -: Ucina infatti è impossibilitata a realizzarlo a causa della presenza antistante di ‘Amico & Co. Srl’, che consente di liberare lo spazio di accesso solo nella finestra temporale di 50 giorni a cavallo delle date del Salone nautico”.

“Attendiamo dunque la risposta scritta dell’assessore competente – conclude Salvatore -, dal quale vorremmo sapere se sa quale sia il motivo per cui Ucina, che rappresenta tutta l’associazione di categoria e risponde alle esigenze del protocollo stipulato con Regione Liguria, non sia l’interlocutore principale per la riqualificazione e perché la domanda di ‘Amico & Co. Srl’ non sia mai stata pubblicata, in trasparenza, da parte dell’Autorità di Sistema Portuale. Alla Giunta chiediamo anche di chiarire se condivide le scelte dell’Autorità di Sistema Portuale. Temiamo stia causando al Porto di Genova e alla Regione Liguria una grave perdita di valore, a causa di concessioni e rinnovi troppo brevi per Ucina, al punto da non consentire la realizzazione di quel piano di investimenti di respiro pluriennale da sempre proposto da “I Saloni Nautici” e promesso financo da codesta Giunta, e smodatamente lunghe invece per un unico privato che rappresenta principalmente se stesso e i propri interessi, e di certo non va d’accordo con la visione di riqualificazione urbanistica a favore della nautica da diporto di cui dovrebbe essere oggetto tutta l’area fieristica e la darsena in particolare”.

MoVimento 5 Stelle Liguria

M5S Liguria

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